Le assicurazioni auto sono considerate in Italia molto care, ma nei prossimi mesi potrebbero registrarsi nuovi aumenti. Innanzitutto bisognerà fronteggiare un incremento dell’Iva dal 21 a 22% a partire dal luglio prossimo, che colpirà gli automobilisti non soltanto sulle polizze Rc auto, ma anche per via dei suoi effetti sui carburanti e sui pedaggi autostradali.

Difficile quindi contrastare una tendenza che pare ormai avviata, con gli automobilisti sempre super tartassati da rincari, tanto che quest’anno si sono evidenziati numeri allarmanti circa una ripresa soprattutto tra i lavoratori di ricorso ai mezzi pubblici per raggiungere le proprie postazioni lavorative.

Dura la reazione delle associazioni di categoria che minacciano dure proteste e chiedono un intervento dell’esecutivo per scongiurare il collasso del settore. Angelo Sticchi, presidente dell’Automobile Club ha liquidato la questione con un “l’auto non è un bancomat per nessuno, governo o enti locali” sottolineando che in un contesto di dure recessione, questi aumenti hanno conseguenze assai negative sulle famiglie italiane.


L’Aci ha inviato al governo un programma di interventi che consentirebbe di ridurre del 40% i costi relative alle polizze Rc auto, come efficientare i tempi di denuncia di un sinistro, sospendere i risarcimenti non corredati da adeguata documentazione, migliorare i collegamenti tra compagnie assicurative e determinate officine convenzionate, contrastare l’evasione assicurativa e adeguare agli standard europei i risarcimenti.

Gli aumenti non aiuterebbero il settore auto che vive una delle sue stagioni più difficili con un calo del 20% di auto acquistate per 200 miliardi di euro nel 2011. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor di Bologna, una delle principali ragioni della crisi del settore, che ha un’elevata strategicità nel nostro Paese, è proprio legata al notevole incremento dei costi della benzina e dei prezzi delle assicurazioni.

Intanto l’Antistrust ha comunicato che ha aperto un’istruttoria su quattro compagnie: Assicurazioni Generali, Ina Assitalia, Fondiaria Sai ed Unipol che dal 2005 ad si sarebbero accordate su alcune gare per il trasporto pubblico con un incremento dei premi pagati.

In effetti in molteplici casi a presentarsi era soltanto una delle compagnie o nessuna, favorendo cosi la conferma del servizio alle compagnie già erogatrici di servizio.

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