Assicurazione ospedali asl operazioni sbagliateTutte le operazioni chirurgiche, da quelle considerate più semplici e veloci a quelle più complesse e molto lunghe, comportano sempre una certa percentuale di rischio.
Col termine “rischio” si intende che il risultato finale dell’operazione potrebbe non essere soddisfacente, oppure che “l’operazione è tecnicamente riuscita” (questo è quello che dicono i chirurghi) ma durante il decorso operatorio o per i mesi a venire si avvertono problemi di varia natura.
Un paziente che dopo un’operazione si ritrova come o peggio di prima, potrà accusare prefino problemi anche a psicologico, e cadere in depressione per la paura di non guarire mai più dal problema.

A questo punto il paziente avrà tutto il diritto di ottenere un risarcimento per la non riuscita dell’operazione, ma essendo l’Italia un paese sempre più fuori dal mondo, potete immaginare che non sia mai cosa facile.

Ecco perché è difficile, ma non impossibile, ottenere un risarcimento.


  1. Purtroppo non tutti i primari e gli amministratori degli ospedali sono onesti. Ve ne sono alcuni che pur di tenere alto il buon nome della struttura o della propria capacità di chirurgo, si rifiutano di ammettere l’errore. A volte possono anche scomparire misteriosamente le cartelle cliniche del paziente, e questo è un buon motivo per chiedere SEMPRE la propria cartella clinica ogni volta che si viene dimessi dall’ospedale.
  2. Può succedere che per problemi economici della struttura o per speculazioni personali, i contratti assicurativi possiedano un massimale molto basso, e così l’ospedale potrebbe trovarsi a costretto a rimetterci di tasca propria: questa è una cosa che qualunque ospedale non vorrebbe mai fare.
    A tal proposito ricordiamo che da anni ci è stato inculcato il concetto di “azienda sanitaria”, una terminologia che secondo noi non ha nulla a che fare col concetto di assistenza pubblica.
  3. Ultimo punto molto importante sono i certificati medici che devono documentare la realtà del problema, e questo è un compito che spetta ad un medico legale che dovrà periziare lo stato di salute del paziente.

A tutto questo dobbiamo aggiungere che la burocrazia e le visite presso le commissioni mediche allungano i tempi a dismisura, soprattutto se il problema accusato dal paziente non è fortemente evidente ma, ad esempio, è “solo” un dolore.

Ricordiamo a tutti che chiunque ha tempo 5 anni per denunciare l’accaduto, e per questo si può contattare anche il Tribunale dei Diritti del Malato (TDM) e avere un aiuto sia dai loro avvocati che semplici informazioni in merito.

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