Il “contratto base” creato dal Governo Monti aveva già scatenato diverse reazioni negative da parte di tutte le compagnie assicuratrici che avevano polemizzato e contestato il provvedimento in quanto lesivo nei loro confronti.
Ora è il momento della scatola nera, che la maggior parte delle società non vuole venga resa obbligatoria. Ma perché?

Ma cosa è la scatola nera?

Si tratta di un dispositivo elettronico che mediante il collegamento con la rete GPS è in grado di rilevare qualunque spostamento del mezzo e la velocità con il quale si sposta: questo diventerebbe utilissimo nel rilevare esattamente la dinamica di qualunque incidente.
Anche se negli USA è legge dal 2012, in Italia ci sono solo alcune assicurazioni che installano la scatola nera per particolari contratti assicurativi, ovvero nel caso di una riduzione del costo della polizza a fronte di un numero limitato di chilometri. Se il chilometraggio annuo prefissato verrà superato, il cliente pagherà un premio maggiore l’anno seguente.
Quindi, in Italia, la scatola nera serve solo a rilevare il numero di chilometri annui.


Le compagnie assicurative Intesa Sanpaolo e Direct Line sono le uniche che da alcuni anni vendono polizze a basto costo a fronte dell’installazione della scatola nera. Ma si tratta di una scelta del cliente e dell’assicurazione. Il problema arriverebbe nel momento in cui il Governo rendesse obbligatoria l’installazione su tutte le auto.

Il motivo di tanta preoccupazione sta nel fatto che il costo dell’assicurazione potrebbe aumentare perché il costo della scatola nera ricadrebbe sulla società e quindi sul cliente.

Alessandro Santoliquido, il direttore generale di Sara Assicurazioni oltre che responsabile della commissione Rc Auto Ania, spiega che: “Se tutti gli automobilisti decidessero a favore dell’installazione delle scatole nere il costo per il sistema assicurativo nel suo complesso ammonterebbe a circa 3,1 miliardi, visto che ogni congegno ha un costo d’esercizio di 75 euro l’anno. A Napoli (dove il costo delle polizze auto e il più alto d’Italia), un pareggio dei costi di installazioni si avrebbe se il valore dei rimborsi dei sinistri scendesse del 13% a Napoli, del 131% ad Aosta, e del 26% a Trieste. Una cosa irrealizzabile”.

Francesco Avallone di Federconsumatori, suggerisce che per il momento la legge potrebbe obbligare soltanto i residenti delle zone con più frodi assicurative ad installare la scatola nera. Poi man mano si potrebbe estendere al resto d’Italia.

La questione è ancora aperta, e bisogna considerare che la Francia è l’unica nazione europea che sta ultimando di definire alcune leggi per installare obbligatoriamente su ogni veicolo questa scatola nera.

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo e metti Mi Piace:
Pin Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *